CEPIB young
DSA adulti e bambini

Riconoscimento della Regione Lazio

Nel corso dell’età evolutiva, il bambino prima e l’adolescente poi, si trova ad affrontare numerosi cambiamenti da un punto di vista fisico, cognitivo, affettivo e comportamentale e ad essi talvolta, si associano difficoltà, che se non comprese ed affrontate adeguatamente possono generare un disagio o nei casi più seri disturbi emotivi e comportamentali. In questi casi una valutazione psicologica può aiutare il genitore a comprendere se le difficoltà del proprio figlio si inseriscono in un percorso evolutivo fisiologico o se è necessario un supporto specialistico in una specifica area di sviluppo.

Come può aiutarti CEPIB young

Problemi scolastici e dsa

Il termine difficoltà di apprendimento, fa riferimento a una qualsiasi difficoltà incontrata nella propria vita scolastica che ha origine da uno o più fattori che possono riguardare sia lo studente (caratteristiche neurobiologiche, della personalità, stile di vita, motivazione) sia il contesto (caratteristiche dell’ambiente sociale e culturale, aspetti familiari, qualità dell’istituzione scolastica).
Anche i soggetti con problematiche affettivo-relazionali possono presentare difficoltà scolastiche, può trattarsi di ragazzini i cui disagi personali non vengono “ascoltati”, “accolti” dal sistema scuola, che spesso non riesce a rispondere ai bisogni psicologici personali più silenti.
Le problematiche scolastiche possono impedire, ostacolare o semplicemente rallentare il normale processo dell’apprendere, in tutti i casi per affrontare la situazione in maniera efficace è necessario capire l’origine della problematica attraverso una valutazione neuropsicologica.

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) riguardano un gruppo di disturbi specifici in presenza di un quoziente intellettivo normale con significative difficoltà nell’acquisizione e nell’automatizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo.

Tra queste ritroviamo:

  • la dislessia caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura corretta e/o fluente;
  • la disortografia caratterizzata dalla difficoltà a tradurre correttamente in simboli scritti i suoni che costituiscono le parole;
  • la disgrafia, ossia una condizione in cui la persona non riesce ad esprimersi nella scrittura in modo fluido, ordinato e preciso a causa di problematiche grafo-motorie;
  •  la discalculia, o Disturbo dell’Apprendimento del Calcolo, che riguarda la
    difficoltà a comprendere ed operare con i numeri.

Molto spesso le difficoltà specifiche dell’apprendimento non vengono individuate nel momento giusto ed il bambino è così costretto a vivere degli insuccessi che generano una stima di sé negativa come studente, associata inoltre a condizioni di malessere e disagio sul piano emotivo caratterizzate da livelli elevati di ansia e senso di inadeguatezza. (Alesi e Pepi 2008; Terras, Thompson e Minnis 2009) Talvolta il disagio è così intenso da abbattere il soggetto ponendolo in una condizione emotiva di forte inibizione e chiusura.
Nella maggior parte dei casi gli individui che presentano difficoltà di apprendimento non usano spontaneamente molte funzioni cognitive. E’ quindi importante identificarle nel maggior numero possibile per strutturale, farle usare, farne comprendere l’importanza e sopratutto far si che il loro uso diventi una abitudine. (Pellegatta, 2005)

Per questa ragione, un’accurata valutazione neuropsicologica in età evolutiva
attraverso l’utilizzo di questionari, test standardizzati e colloqui clinici risulta
necessaria per descrivere globalmente il funzionamento cognitivo, emotivo,
relazionale e comportamentale e individuare sia gli elementi di disagio sia le risorse della persona.

La valutazione viene svolta dall’equipe DSA e comprende:

  •  Prima visita con il Neuropsichiatra Infantile con il bambino e i genitori,
  • 2-3 incontri con lo psicologo per la valutazione cognitiva ed emotiva
  •  2-3 incontri di valutazione con il terapista (TNPEE/logopedista) per la valutazione psicomotoria e degli apprendimenti
  • restituzione finale con tutta l’equipe in cui vengono forniti i dati emersi dall’intera valutazione, il piano di trattamento, indicazioni per i genitori e gli insegnanti.

A tale valutazione può seguire un percorso di potenziamento della funzione
specifica o riabilitazione cognitiva necessario ad affrontare le difficoltà
individuate e ridurne l’impatto nelle fasi successive del ciclo di vita, prevenendo
così la strutturazione di un disturbo o se presente, recuperare una condizione di
benessere generale.

Apprendere significa integrare gradualmente informazioni nuove, riorganizzando la mappa dei concetti già elaborati, in modo da renderli più raffinati e poterli adoperare in situazioni più complesse e sconosciute.
Il tutor didattico interviene nel lavoro di rete con l’equipe DSA che struttura un piano di trattamento personalizzato per ciascun bambino o adolescente.
Il tutor didattico per DSA e BES è una figura professionale che supporta lo studio a casa e la strutturazione del metodo di studio autonomo sin dalle prime fasi dopo la diagnosi, integrando e coordinando il proprio lavoro con la scuola.

Il lavoro individuale con il tutor didattico, che si coordina in maniera costante e sinergica con la rete di supporto del bambino/adolescente (équipe DSA – scuola – famiglia) favorisce la strutturazione di un processo di pensiero e delle funzioni esecutive, idoneo all’accettazione della diagnosi, da parte del bambino e della sua famiglia, e alla progressiva costruzione di un sé accademico efficace.

Gestione delle emozioni durante la crescita

VALUTAZIONE PSICOLOGICA E PSICOTERAPIA

 

In età evolutiva si possono riscontrare problematiche emotive e relazionali in termini di difficoltà di gestione emotiva (eccessiva inibizione o irrequietezza), isolamento ed emarginazione, atteggiamenti oppositivi, difficoltà di socializzazione con i coetanei, difficoltà a separarsi dai genitori, scarsa autostima, ansia da prestazione, episodi di rabbia e aggressività, sintomi psicosomatici (nausea, mal di testa, disturbi del sonno). 

Tra i disturbi più frequenti in età evolutiva si riscontra il disturbo d’ansia caratterizzato da preoccupazione prolungata, amplificata con delle ripercussioni sulle attività della propria vita quotidiana.  Tuttavia, sulla base del quadro sintomatologico viene distinto in diversi tipi: 

caratterizzato da stati di ansia e preoccupazione amplificati sperimentati in tutti gli ambiti di vita del bambino (famiglia, salute, scuola, interazioni sociali). Al contempo, il bambino può sperimentare irrequietezza, affaticamento, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare e alterazioni del sonno. 

presente già in età prescolare, è connesso alla paura e al forte disagio vissuto a seguito della separazione da una figura significativa di attaccamento o dell’allontanamento da casa. I bambini che presentano questo disturbo possono mostrare difficoltà a dormire da soli o rifiuto scolastico. 

sono intense paure per una specifica situazione, oggetto, animale o evento sociale, tale da spingere il bambino a evitare gli stimoli fobici e benché ne riconosca l’irrazionalità, non riesce a eliminarle o ridurle.

implica vissuti di paura e forte disagio di fronte a situazioni sociali nuove o in vista di una prestazione richiesta (interrogazioni, lettura a voce alta), unito al timore di rimanere umiliato o provare forte imbarazzo. Infatti, il disagio è associato all’attenzione per reazioni altrui.

riguarda la difficoltà ad esprimersi e comunicare in situazioni e contesti specifici, non legato ad un’assenza di competenza ma ad un fallimento prestazionale, come esito comportamentale di un elevato livello di ansia. 

Diversamente, nei casi in cui un bambino o un adolescente manifesta una sofferenza psicologica riconducibile ad un quadro depressivo è possibile osservare segni e sintomi differenti quali: sintomi psicosomatici (disturbi dell’alimentazione, del sonno e dello sviluppo psicomotorio), scarso interesse nelle relazioni, tendenza all’isolamento, pianto immotivato, umore irritabile, bassa autostima, difficoltà a concentrarsi, pensieri negativi, cattivo andamento scolastico. 

Consulenza neuropsichiatrica e valutazione neuropsicomotoria

AREA EVOLUTIVA

I disturbi del neurosviluppo comprendono un gruppo di condizioni che emergono generalmente nelle prime fasi dello sviluppo, talvolta prima dell’ingresso del bambino a scuola e comportano una serie di difficoltà sul piano personale, sociale, scolastico. I quadri clinici possono presentare sintomi in eccesso oppure deficit e ritardi nel raggiungimento delle tappe evolutive.

 

Attraverso la consulenza neuropsichiatrica infantile è possibile effettuare una valutazione globale dello sviluppo, ponendo particolare attenzione a blocchi, regressioni o distorsioni dello sviluppo neuropsichiatrico del bambino, distinguendo tra disturbi psicopatologici e neurologici. 

Ad essa può essere associata una valutazione neuropsicomotoria nel caso in cui il bambino presenti una difficoltà nel corso dello sviluppo per quanto attiene le funzioni motorie, cognitive, linguistico-comunicative, emotive, comportamentali e relazionali. Lo scopo della valutazione psicomotoria è quello di individuare i punti di forza e di debolezza del bambino all’interno di una visione globale dello sviluppo.

Questo tipo di valutazioni si rendono necessari quando il bambino presenta problemi ascrivibili ad un quadro sintomatologico tipico dei seguenti disturbi del neurosviluppo quali: 

è definito come un funzionamento intellettivo generale sotto la media. Sulla base del livello di gravità, da lieve a estremo, si manifesta una difficoltà di adattamento, tale da richiedere assistenza, in due o più delle seguenti aree: competenze linguistiche, di memorizzazione, abilità di lettura, scrittura, matematica, ragionamento, conoscenze generiche (dominio concettuale), abilità interpersonali, giudizio sociale, consapevolezza dei pensieri e delle emozioni proprie e altrui (dominio sociale), cura personale, organizzazione, responsabilità, autodirezionalità, funzionamento scolastico(dominio pratico).

caratterizzato da eccessiva disattenzione, iperattività e impulsività, o da una combinazione di questi sintomi. Il bambino può mostrare un’incapacità a rimanere concentrato su un determinato compito e difficoltà di ascolto, oppure può mostrare agitazione,difficoltà a rimanere seduto, incapacità di attendere. Oltre alla difficoltà di esercitare un controllo sul proprio comportamento, il bambino può presentare una scarsa tolleranza alla frustrazione, insicurezza e bassa autostima.

I bambini con un Disturbo della Coordinazione Motoria mostrano un’alterazione dell’ideazione, dell’acquisizione e dell’esecuzione delle abilità motorie, compiendo movimenti scoordinati caratterizzati da goffaggine (es. squilibrio, sbattere, cadere, urtare oggetti), lentezza e imprecisione (es. allacciarsi le scarpe, uso delle forbici, scrivere a mano). Tali abilità risultano inferiori rispetto all’età cronologica e ciò ha una ripercussione nelle attività quotidiane che compie il bambino e può incidere sulla sua autostima, sull’ inibizione del movimento per il timore di sbagliare e in seguito, nella difficoltà di apprendimento e di scrittura.

 

caratterizzato da livelli di collera e irritabilità evolutivamente inappropriati, da un comportamento polemico e provocatorio e da sfida e vendicatività che causano difficoltà nella funzionalità sociale. Solitamente può manifestarsi verso i 7-8 anni di età. 

emerge intorno ai 12 anni edè caratterizzato da aggressività e atteggiamenti provocatori volti ad una sistematica violazione delle regole e dei diritti dell’altro, manifestate da un punto di vista comportamentale con aggressioni a persone o animali, distruzione della proprietà, frode o furto; invece, sul versante interno, il ragazzo sperimenta: emozioni prosociali limitate, assenza di senso di colpa, insensibilità, assenza di empatia e anaffettività.

implica la mancata acquisizione di adeguate competenze posturali (motorie), cognitive, comunicative in rapporto all’età. A ciò si affianca una difficoltà anche nelle abilità attentive, di elaborazione di informazioni, di ragionamento, di comprensione e produzione verbale, nella comprensione delle emozioni, nell’ empatia.

Generalmente, i bambini che presentano questa difficoltà sono abbastanza fermi, poco interessati ad esplorare l’ambiente esterno e silenziosi.

PARENT TRAINING

Il Parent Training è un intervento psicologico di natura psicoeducativa, rivolto ai genitori che desiderano migliorare le relazioni con i propri figli con difficoltà emotive o comportamentali, e affrontare efficacemente i problemi educativi che fisiologicamente caratterizzano le relazioni genitore-figlio.

Il Parent Training è stato riconosciuto dall’ American Psychological Association come un intervento efficace per: rinforzare le competenze genitoriali, soprattutto nell’uso di una disciplina non violenta; aumentare il supporto familiare e il coinvolgimento della scuola; promuovere le competenze sociali del bambino; ridurre condotte problematiche come capricci, problemi sonno, adattamento alle richieste genitoriali.

Questa tipologia di intervento può essere realizzata sia per la singola coppia genitoriale che in gruppi di genitori e si sviluppa generalmente in una decina di incontri.

Il percorso è finalizzato all’incremento delle abilità genitoriali nel gestire i comportamenti problematici dei figli. Nello specifico il percorso prevede diverse strategie di intervento finalizzate al potenziamento delle abilità relazionali dei genitori, alla pratica dell’assertività e autoaffermazione, alla ricerca di occasioni per implementare la mutualità sociale (Cottini, 2003).

Il programma ha sia una finalità informativa che formativa. In una prima parte ci si occupa di chiarire e approfondire la conoscenza dello sviluppo psicologico dei figli e dei principi che lo regolano, per implementare la capacità di analisi dei problemi educativi che possono insorgere. Nella fase successiva si affronta: la promozione di strategie e metodi educativi efficaci con l’obiettivo di migliorare la relazione e la comunicazione tra genitori e figli e rendere la vita familiare e i problemi di tipo educativo più facilmente gestibili.

I programmi di Parent training, sono percorsi brevi attraverso cui dotare di nuovi strumenti i genitori in difficoltà, ma anche quei genitori che si mettono in gioco, che si pongono diverse domande e vogliono approfondire tematiche e modelli educativi efficaci. Per imparare modalità di gestione alternative, contrastare le situazioni di stress e rispondere ai propri bisogni.

Corso di formazione Tutor Didattico per bambini e adolescenti con DSA e BES

Il corso di formazione prevede 3 week-end in modalità online e 4 incontri di supervisione in presenza/modalità mista mirate all’avviamento delle prese in carico dei tutoraggi.
I moduli formativi prevedono una parte teorica e una parte pratica esperienziale.


Durante il corso verranno presentati e approfonditi gli studi scientifici più recenti in letteratura sull’uso del digitale e degli strumenti multimediali nella gestione della relazione a distanza.


La parte pratica esperienziale fornisce la possibilità di sperimentare personalmente l’uso di strategie e strumenti operativi per la didattica inclusiva nelle tre macro-aree disciplinari (umanistica, scientifica e linguistica) e nelle diverse fasce d’età.


Il costo del corso è di € 450+iva (possibilità di rateizzazione)
Il colloquio di selezione avviene nelle modalità online ed è finalizzato alla composizione del gruppo di formazione.

Il colloquio di selezione avviene nelle modalità online  ed è finalizzato alla composizione del gruppo di formazione.
Per info: segreteria@cepib.it

Lo staff CEPIB young

Monica Bilello

Psicologa dello Sviluppo e dell’Età Evolutiva, Psicoterapeuta, Responsabile di Sede
Docente presso il Ministero di Grazia e Giustizia, Coordina L’ÉQUIPE CEPIB DSA ETÀ EVOLUTIVA E ADULTI. Consulente aree infanzia e adolescenza. Coagevolatrice di gruppi esperienziali di crescita personale.

Flavia Drigo

Psicologa e terapista della Neuro e Psicomotricità.
Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età Evolutiva. Svolge valutazione e trattamento dei disturbi del neurosviluppo: disturbi dell’Apprendimento, disturbi dell’Attenzione, disturbi della Coordinazione Motoria, disabilità intellettive, disturbi nell’ambito comunicativo-relazionale. Opera secondo un approccio integrato che tiene conto dell’unicità e delle potenzialità di ciascun bambino. Componente equipe Cepib DSA età evolutiva e adulti. Docente presso Master di I livello.

Maria Bramini

Neuropsichiatra Infantile
Neuropsichiatra Infantile - Psicoterapeuta. Ha lavorato in struttura pubblica con la qualifica di Responsabile UOS TSMREE e Responsabile UOSD Disturbi del Neurosviluppo  Esperta in Disturbi del Neurosviluppo; ultimo aggiornamento partecipazione al corso I Disturbi Specifici di  Apprendimento: l’Expertise nel percorso clinico-diagnostico. anno 2020- 2021, Associazione "IPERTESTO" - Associazione Regionale per lo sviluppo e la ricerca delle nuove tecnologie didattiche.  Consulente all’interno dell’Equipe Multidisciplinare Infanzia e Adolescenza di Cepib Young

Maria Vittoria Riccardi

Logopedista
Laurea in Logopedia, ha conseguito il terzo livello di Lingua dei Segni ItalianaCarC. Fa parte dell’equipe per la certificazione dei DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) di Cepib Young e lavora con bambini sordi, disturbo del linguaggio, dell’apprendimento e disturbi della comunicazione.

Fulvia Mastrobuono

Tutor didattico per DSA e BES
Laurea in Matematica Università degli Studi del Salento, Laurea in Canto lirico Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma e prossima alla Laurea Magistrale di Psicologia Clinica e della Riabilitazione presso l’Università Niccolò Cusano di Roma. Specializzata come Tutor didattico per DSA e BES, con approfondimento in Discalculia. Tutor AID (Associazione Italiana Dislessia), ha l’accreditamento professionale come Tutor didattico all’interno dell’albo della Regione Lombardia riconosciuto a livello europeo.