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Crescita personale, psicoterapia e fomazione

Costruire e coltivare le relazioni

La costruzione di relazioni sociali avviene fin dalla nascita. I bambini infatti, stabiliscono diversi tipi di relazione con partner differenti: genitori, nonni, fratelli, coetanei, insegnanti e così via. La prima relazione per eccellenza, quella con la madre, ha destato da sempre molto interesse è per questo molto studiata.

Ciò è dovuto da un lato al fatto che è molto interessante scoprire come un bambino all’inizio della propria vita possa affrontare un compito così complesso come la formazione di una relazione con un’altra persona, dall’altro alla convinzione radicata che la prima relazione agisca da prototipo delle relazioni emotive nelle fasi successive dell’esistenza. Le relazioni sono costruite a partire dalle interazioni, vi è però una netta distinzione tra le une e le altre. Le interazioni sono fenomeni temporanei, le relazioni invece implicano continuità nel tempo e sono qualcosa in più che non la somma di una serie di interazioni. 

A lungo sottovalutata a favore della relazione con gli adulti, fu l’influenza delle relazioni tra pari. Proprio Piaget (1932), fu uno dei primi a sottolineare la diversità tra la relazione sociale asimmetrica con l’adulto basata sul rispetto, sul riconoscimento di competenza e sull’obbedienza e quella simmetrica con i coetanei basata sulla cooperazione, sulla condivisione di paure, desideri ed interessi. La relazione verticale con l’adulto è sostanzialmente deputata a fornire cure, protezione e garantire l’apprendimento e lo sviluppo della persona, le relazioni orizzontali invece sono paritarie, fondate sulla reciprocità e rappresentano una palestra per l’apprendimento di capacità di negoziazione, di gestione dei conflitti e di cooperazione. Nel corso dello sviluppo l’importanza delle relazioni con i coetanei aumenta rispetto a quella dell’adulto che resta comunque fondamentale. Durante la preadolescenza e l’adolescenza i coetanei diventano una fonte di vicinanza e di sostegno affettivo di pari importanza, i rapporti di amicizia permettono ai ragazzi di vedere sé stessi attraverso gli occhi di un altro, di confrontarsi e di sperimentare i primi veri conflitti tra amici. 

I bambini possono conoscersi e frequentarsi più o meno occasionalmente, ma diventano amici quando la loro relazione diventa stabile nel tempo, reciproca e intima caratterizzata dalla difesa dell’esclusività di quel legame. Selman (1981) ha individuato 4 stadi di consapevolezza dell’amicizia dove solo nell’ultimo stadio di condivisione mutualistica (che si raggiunge intorno ai 12 anni), l’amicizia diventa una relazione solida e duratura, caratterizzata da intimità e fiducia reciproca. Poiché la relazione si instauri è necessario una certa “compatibilità psicologica” negli interessi, nei valori, nel modo di relazionarsi e anche una consuetudine nel tempo affinché si possa formare un legame. Legame che, una volta consolidato, resta stabile anche in presenza di eventuali conflitti.  

Possiamo concludere affermando che, fin dai primi giorni di vita l’essere umano si rivela un animale sociale in quanto tende ad aggregarsi ad altri individui e costruire relazioni con essi; inizialmente per un istinto primordiale di sopravvivenza per poi passare ad un’esplicitazione della propria personalità attraverso l’altro. 

E voi cosa ne pensate? 

Il Team Cepib

BIBLIOGRAFIA 

HR Schaffer, AO Ferraris (1998) Lo sviluppo sociale, R. Cortina

J. Piaget (1932) Il giudizio morale nel fanciullo, Firenze, Giunti-Barbera

R.L. Selman (1981) The child as a friendship philosopher, Cambridge, Cambridge University Press 

L. Camaioni, P. Di Blasio (2007) Psicologia dello sviluppo, Bologna, Il Mulino 

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